Sara Boero

They know, they see

Rapporti difficili tra me e Apple, parte due. (Per la parte uno rimando qui).

Mio fratello mi telefona. Non sento la chiamata. Gli scrivo di richiamarmi e lui lo fa, pochi secondi dopo, mentre ho ancora l’iPhone in mano. L’iPhone inizia a vibrare a schermo spento. Non reagisce a qualsiasi mia iniziativa (ci sono ben poche iniziative che puoi prendere, con un iPhone a schermo spento: ha due pulsanti).

Proprio mentre sto pensando di riciclarlo vendendolo a un sexy shop, l’iPhone smette anche di vibrare.

Sbuffo, metto la scheda nel vecchio telefono e provo a collegare l’iPhone prima alla corrente, poi al pc, poi a Lourdes. Provo il reset premendo entrambi i pulsanti. L’iPhone persiste nella sua morte prematura.

Scoraggiata vado dove l’ho comprato e mi danno il numero di assistenza Apple. Chiamo e mi faccio assistere. Mi risponde un tipo dalla voce impostata e un simpaticissimo accento inglese, Alexander mi pare, che mi chiede il numero di serie scritto dietro la scatola e due secondi dopo sa tutto di me.

Alexander sa da dove chiamo e che numero di scarpe porto, tipo. Mi conosce meglio di mia madre. Se non fosse che non so nulla di lui, ci sarebbero le basi per una relazione. Parliamo un po’, gli racconto che è successo al mio iPhone, e mi suggerisce di fare il trucchetto dei due tasti insieme: “è un piccolo crash di sistema, è molto raro ma può succedere, ahah”. Gli spiego di averlo già fatto, e dopo qualche secondo, con una voce sicura che mi mette i brividi, mi chiede di riprovarci.

La melina bianca compare sullo schermo nero e l’iPhone si accende, funzionando perfettamente, anzi un po’ incazzato per non trovarsi la Sim dentro. Alexander il simpaticone ride all’altro capo del telefono come se fosse veramente felice e mi augura buona serata.

Spiego l’accaduto a mio fratello.

– Al centro assistenza telefonico Apple sono degli idoli. Ritiro tutto. Me lo hanno riesumato con un gioco di prestigio. E avevano un simpatico accento anglosassone. E sapevano da dove chiamavo. Steve ci guarda.

– Mentre ti rubavano l’identità!

– Era già in loro possesso.

– Mentre ti rubavano l’anima!

– L’ho barattata su iTunes per ninja fruit già da tempo, quella! Come minimo mi avranno acceso la telecamera frontale del telefono e adesso mi guardano, mentre ti scrivo.

– Con un simpatico accento anglosassone ti hanno detto di toglierti le dita dal naso, che hai un bel gatto e che hanno amato il tuo libro!

Yo.

 

They know, they see

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