Sara Boero

Pontifex e il tempio maledetto

Avevo fatto a me stessa la solennissima promessa di non leggere più Pontifex per preservare la mia pressione, e invece alle volte ci ricasco, da giovine viziosa qual sono. Non so mica se vi ricordate i precedenti miei e di Pontifex: posso riassumere il tutto linkandovi un mio vecchio video, nel box di youtube sotto dovrebbero esserci i riferimenti alla successiva querelle

Querelle tra l’altro ripresa in tempi più recenti per errore di un autore di Pontifex, ma questa è altra storia, altro giro, altro regalo.

Venendo all’oggi, all’hic et nunc: oops, I did it again. Ho letto Pontifex. Ho intenzione di confessarmi con voi a questo proposito. E vorrei che condivideste l’esperienza con me sorbendo con la dovuta attenzione il contenuto di questo link.

Ora, quel post è un capolavoro. Lo affermo senza timore di essere contraddetta da nessun giovane adepto delle arcane discipline della Scrittura Creativa. Andiamo con ordine e cerchiamo di analizzarlo da un punto di vista narrativo.

Esprimiamo piena ed incondizionata solidarietà alla città di Genova, colpita da una sferzante alluvione e dalla esondazione di corsi di acqua. Sette morti, per il momento, meritano rispetto e soprattutto che nessuno, diciamo nessuno, la butti in politica, con esecrabili strumentalizzazioni.

Oh. Merda, leggi la prima frase e ci rimani di sale. Perché SEI D’ACCORDO CON PONTIFEX. Ti piace quello che hai appena letto. D’altra parte, in te si insinua il sospetto, la sfiducia, l’attesa del colpo di coda, vedendo un “TUTTAVIA” fare capolino dalla testa della frase successiva:

Tuttavia qualche osservazione ce la permettiamo. Dunque: é vero che calamità come il terremoto o le inondazioni non sono del tutto prevedibili, ma un allarme meteo era stato lanciato. Quello che maggiormente vogliamo sottolineare (riguarda anche la recente disgrazia in Toscana e il nubifragio di Roma), è che la natura a volte si ribella. Si ribella ad anni di soprusi, di mutilazioni, di costruzioni senza alcuna licenza e in barba a norme di legge. Quando questa natura e l’ambiente subiscono evidenti cambiamenti in peggio, alla fine accade l’inevitabile.

Sospiro di sollievo. Niente di preoccupante. Sei ancora perfettamente d’accordo con quello che scrive Pontifex, e anzi, la cosa ti dà quasi fastidio.

C’è tutta una struttura di tensione crescente: scuola hitchcockiana, senza dubbio. Il bicchiere del latte drogato si avvicina al letto della vittima senza essere bevuto. Perché… perché per un po’ ci credi. Fino a qui tu povero lettore ignaro stai davvero pensando “beh, questo posso condividerlo. Questo non è del tutto insensato. Ehi, anzi, questo è proprio vero!”. Dov’è la fregatura, ti chiedi. Quando è che diranno la solita cazzata colossale?

Crediamo sempre di farla franca, e invece torniamo a fare i conti con lei ed a ravvivare inutili dibattiti nei quali, ipocritamente, tutti si gettano le colpe addosso. Dio, nella sua infinita bontà e misericordia, non manda il male, tuttavia lo permette.

Questi avvenimenti sembrano davvero un castigo e il segno che la misura è colma.

Segnali del genere ci invitano a cambiare passo e rotta, ad avere un diverso approccio con la natura. Speriamo che certe lezioni servano nel futuro, per trovare il bene da un male tanto grave.

Rinnoviamo a tutti l’invito alla solidarietà in preghiera ed opere con i fratelli genovesi, tanto duramente provati.

Tu, lettore, ti rilassi definitivamente sulla poltrona. Sgranocchi uno snack. Il pericolo sembra cessato: Dio ha già fatto la sua comparsa nel post in maniera discreta, aperta e condivisibile. Ti ritrovi ad annuire davanti allo schermo e ripeterti “eh già, è proprio così, anche se io non credo Dioochiperessolanaturablablabla, ha ragione da vendere il sig. brunovolpe”. Con occhio distratto, ti accingi a leggere la conclusione del post, ormai tranquillo.

Una curiosità.

Di quale città è il comico Crozza che aveva scherzato con i santi e la Madonna? Di Genova, naturalmente.

E ti metti a urlare. Scuola hitchcockiana, ancora una volta: lo psicopatico squarcia le tende della doccia col coltello. Tu, lettore, osservi incredulo l’ultima frase con un misto di disgusto e soddisfazione: non sei d’accordo con Pontifex e quindi la tua anima è salva, per il momento.

Sottolineerei anche la compiuta perfezione del climax: la cazzata viene buttata giù come “curiosità”, quasi in modo incidentale e nel contempo ovvio. Crozza è stato blasfemo ergo la sua città è stata sommersa dalle acque. Ma è solo una insinuazione, lasciata alla tua discrezione, o incredulo lettore.

Rinnovo, sentitamente e di gusto, il vaffanculo del mio video.

Finita la nostra analisi, mi dichiaro ufficialmente offesa, comunque. Genova è anche la MIA città, e io sono stata citata su Pontifex più volte di Crozza. Quindi quantomeno dovevano indicarmi come colpevole. Un pochino. Un pochino solo. Un pochettinissimo.

Tutte queste riflessioni mentre tiro fuori dal sacchetto gli stivali di mio nonno buonanima, di due taglie più grandi, e medito su quali calze metterci perché domani non mi ballino intorno ai piedi mentre sarò a spalare fango insieme ai ragazzi di Genova. Almeno un vangelo in vita nostra lo abbiamo sentito, sig. brunovolpe: “La buona novella”, quello di De André. Ne abbiamo sentite parecchie, da Fabrizio. L’acqua la conosciamo.

Acqua che non si aspetta altro che benedetta

acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale, sale

acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte.

E sappiamo anche che

Dai diamanti non nasce niente.

Dal letame nascono i fiori.

 

Pontifex e il tempio maledetto

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