Sara Boero

La saggezza perduta.

Incredibile quanto saggia fossi già quattro anni fa, eccone una prova estratta dal mio tuttora e per chissà-per-quanto-fortunatamente-inedito foiletton umoristico-amoroso “Tamarindo Sugarfree”.

La domanda è: cosa è andato storto dopo per cui sono diventata un’imbecille (e il mondo con me, tipo)?

(Il pinguino con gli occhi sbarrati aggiunge drammaticità alla domanda stessa).

Mi feci coraggio: “Senti Francesco, io ho un problema”, attaccai come se avessi preso la parola in un talk show. Lara sbuffò indovinando quello che stavo per dire. “Vedi, io mesi fa mi sono innamorata di un ragazzo che sembrava l’Uomo Assoluto, capisci? Con tutte le qualità addosso eccetera. Mi ricambiava! Siamo usciti insieme e sembravamo perfetti come Topolino e Minnie a Disneyland…” – “Poi nel giro di pochi giorni si è rivelato uno stronzetto viscido e spregevole…”, proseguì Lara per me controllandosi lo smalto delle unghie. “Esatto, è andata proprio così. Siamo usciti insieme un’altra volta, appena due giorni fa, e non lo sopporto. È antipatico, prepotente e pieno di sé. Mi sono incazzata talmente tanto che… uhm beh questa è un’altra storia. Comunque, dicevo, il problema è che io adesso lo detesto ma… sono ancora innamorata dell’IDEA che avevo di lui, capito?”. Lara borbottò sommessamente con una specie di ghigno satanico: “Dell’idea che avevi di quello che RESTERÁ di lui…”, ma per fortuna Francesco non colse.

Mi guardava attento come uno psicologo guarderebbe il paziente sul lettino, e rimase in silenzio cogitabondo per un po’ prima di rispondere:

“Siamo tutti uguali, poveri disperati che hanno bisogno di essere innamorati di qualcosa, cosa non importa. Siamo tutti resi noiosi dalla voglia che abbiamo di sentirci amati, ed è il motivo per cui spesso non ci amano. Ci amano soltanto quelli più noiosi e bisognosi di noi, e noi li troviamo noiosi e bisognosi ma siamo tutti la stessa robaccia. E una volta capito questo, automaticamente smettiamo di essere formiche torturate sotto una lente d’ingrandimento e forse possiamo diventare grandi veramente.”, concluse il santone di Grosseto finendo il drink. Non c’entrava un cazzo con quello che gli avevo chiesto io, ma quando mai gli oracoli danno risposte pertinenti? Fu abbastanza illuminante lo stesso.

La saggezza perduta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su