Sara Boero

La febbre più pazza del mondo.

Il 23 dicembre sto benissimo. Piove ma faccio comunque i miei ultimi giri natalizi. Mi bagno un po’ perché al pomeriggio scordo l’ombrello, ma non fa troppo freddo. La sera esco, ceno con i miei amici, faccio i miei altri giri, torno a casa e sto ancora benissimo.

Il 24 mattina mi sveglio di pessimo umore. Prima ancora di aprire gli occhi mi rendo conto che qualcosa non va, forse anche perché ho sognato minacce di morte alla mia persona da parte di una non meglio definita signora anziana col capello fulvo. Il più sono le gambe. Mi fanno male. Faccio mente locale: ieri sera avevo i tacchi, sì, potrebbe essere quello.

Nah. Mi basta aprire gli occhi e muovermi per capire che il mio cervello si volta più lentamente della mia testa, nel cranio: questo è un febbrone. Dal nulla, mi ritrovo con un bel quasitrentanove la vigilia di Natale.

Adesso è la sera del 26. Le ultime tre giornate sono state scandite da questa affascinante routine farmacologica:

         al mattino, metti una pezza al trentottoemmezzo dei campioni con un bombardone di tachipirina (1000 mg di paracetamolo in compresse), per cercare di tirare a campare sotto il 37 fino alle sei di sera

         a pranzo, la prima pastiglia della giornata di un ciclo di Augmentin preventivo e non prescritto (amoxicillina, 875 mg; acido clavulanico 125 mg). Non è che io goda a strafarmi di antibiotico e panettone senza ricetta medica, ma quando ti trovi in piene feste con 38 di febbre un po’ di male alle gengive e abbattimento ti sembra improvvisamente un buon compromesso per arrivare vivo all’anno nuovo

         a cena, quando si torna abbondantemente sopra il 38 (intorno alle 7-8), bustina di Tachifludec, che fa bene alla pancina e felice la mammina (paracetamolo 600 mg, acido ascorbico 40 mg, fenilefrina cloridrato 10 mg, E IN PIÙ: saccarosio, acido citrico anidro, sodio citrato, amido di mais, sodio ciclamato, saccarina sodica, aroma limone, aroma miele, caramello (E 150). Delizioso).

         a mezzanotte, la seconda pastiglia di antibiotico, quella della buonanotte.

Ma la notte. Ma la notte è qualcosa di bellissimo.

Dal punto di vista fisico, la notte fondamentalmente la passo sveglia e a sudare (mi alzo al mattino nelle lenzuola della sirenetta, in pratica, e coi capelli fatti a lattuga). Da un punto di vista puramente mistico, invece, la notte la passo ad avere visioni più o meno verosimili, comporre versi e immaginare passivamente nuovi approcci alla cura contro il cancro (per scoprire il mattino dopo che qualcuno dall’altra parte del mondo ha avuto idee un pochino simili giusto una settimana fa, e io non ne sapevo niente, perché diciamocelo, non è che sia sempre lì a seguire le news mediche in tempo reale, e boh, coincidenze? Messaggi divini? Segnali? E de che, soprattutto?).

La migliore è stata una specie di profezia sui miei destini sentimentali, ieri notte. Brutta roba. In pratica Un Bambino A Cui Era Stato Fatto Del Male (secondo di tre fratellini A Cui Era Stato Fatto Del Male – storia lunga e nemmeno del tutto chiara) mi ha consigliato di stare molto molto attenta, se per alterne fortune di cui non starò a spiegare le casistiche le cose con il mio attuale amato bene non dovessero andare per il meglio.

Difatti, se in futuro mi trovassi single, pare che finirei tra le infide braccia di un Uomo Che Viene Da Lontano Lontano Lontano, un Uomo Molto Potente. Pare anche che sarà molto difficile per me riconoscere certi segnali di Lati Oscuri Celati di questo Uomo Potente, di cui sarò pazzamente innamorata. E, il Bambino ha aggiunto ridacchiando: “se non ti accorgi in tempo di come stanno le cose, quello ti farà fare la stessa fine di Marie Trintignant: te lo ricordi chi è Marie Trintignant?”.

Ho scosso la testa perché effettivamente durante la visione mistica non me lo ricordavo, anche se il mattino dopo, mio malgrado sì: quell’attrice che il fidanzato ha ammazzato di botte. Fantastico. Se non sto attenta, mi innamorerò di uno con la tendenza ad ammazzarmi di botte. Fa sempre piacere sapere certe cose del proprio futuro e farne tesoro.

Numeri al lotto no, eh?

La febbre più pazza del mondo.

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