Sara Boero

“Quanti etti di stronzata le taglio?”.

Solo uno dei tre paragrafi di seguito è stato scritto veramente da Fabio Volo, indovina quale.

 

1. Ho imparato che a dicembre è freddo. Che quando è freddo, Natale è dietro l’angolo. Che le mezze stagioni non ci sono più.

Ho imparato che la vecchiaia è brutta. Che l’umidità provoca reumatismi. Che il caffè non sempre mi rende nervoso. Che nella botte piccola c’è il vino buono. Che i tuoi piedi puzzano, ma faccio del mio meglio per andare oltre. Che non si finisce mai di imparare.

2. Ho imparato che le lacrime aiutano a crescere. Che i ricordi non si dissolvono mai. Che le parole al vento feriscono. 

 Ho imparato che più dai e meno ricevi. Che ignorare i fatti non cambia i fatti. Che i vuoti non sempre possono essere colmati. Che le grandi cose si vedono dalle piccole cose. Che la ruota gira, ma quando ormai non te ne frega più niente. Che non si finisce mai di imparare.   

3. Ho imparato che la capitale della Spagna è Madrid. Che la papaya non mi piace. Che non c’è un sinonimo per la parola “sinonimo”.

Ho imparato che tanto va la gatta al lardo. Che ci lascia lo zampino. Che rispetto alla media nazionale ho il pene piccolo. Che comunque non è così importante. Che in genere alle donne non piace quando proponi una gara di rutti, ma ci sono delle eccezioni. Che non si finisce mai di imparare.

SOLUZIONE (spoiler): il paragrafo autentico di Fabio Volo è il numero due, gli altri sono stati scritti per l’occasione da me. Vero che era difficile?

Fabio Volo, torna a barattare il Canonzo.

Fan di Fabio Volo, sparatevi Studio Aperto che forse fa meno male.

“Quanti etti di stronzata le taglio?”.

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