Sara Boero

Quel maledetto pappagallo.

Alle elementari facevamo un’ora di inglese alla settimana. Era molto divertente, più che altro erano giochi che prevedevano l’utilizzo di parole inglesi o cose simili.

Un giorno la maestra entrò in classe e scrisse sulla lavagna una serie di nomi di animali in inglese, diciamo una ventina, e per farci esercitare nella pronuncia propose di eleggere l’animale preferito della classe. Partendo da sinistra nei banchi a ferro di cavallo ogni bambino doveva dirne tre tra tutti quelli scritti. La maestra segnava una crocetta per ogni voto ricevuto.

Naturalmente l’animale preferito in assoluto da tutti era O il cane O il gatto. È abbastanza stupido in realtà. È perfettamente plausibile che a qualcuno piacciano SIA i cani CHE i gatti, ma alle elementari si trattava di una questione quasi politica. O stai con il cane O stai con il gatto e se non prendi una posizione sei una perfetta mezza sega.
Io stavo con il gatto.

Vi garantisco che si trattava di un momento elettrizzante, perché avrebbe sancito una volta per tutte chi era il più figo tra il cane e il gatto.

Quindi, con una certa serpeggiante emozione, ogni bambino sputava subito fuori CANE/GATTO (CHET/DOG). Poi dava un’occhiata alla lista per scegliere il secondo candidato. Si trattava in genere di un animale molto fiero e un po’ meno banale. Mettiamo, il leone (LAION), se ti sparavi Piero Angela ogni sera. O il delfino (DOLFIN), se avevi sentito dire che fosse superintelligente. L’aquila (IGOL) se provenivi da una famiglia neonazista. Eccetera.

E poi c’era il terzo candidato. A quel punto avevi sparato tutte le tue cartucce ed eri a corto di fantasia. Non avevi voglia di scorrere di nuovo la lista, quello che ti premeva veramente era l’andamento dei voti di CANE e GATTO. Quindi pescavi un animale inutile ma caruccetto. Diciamo qualcosa di colorato e simpatico. Qualcosa che potrebbe stare bene sulla spalla di un pirata come nel salotto di zia Flora. Qualcosa come un PERROT.

Venticinque bambini circa, un’unica plagiata testina di cazzo, incapace di affrontare le conseguenze delle proprie pericolose scelte elettorali.

PERROT staccò di almeno dieci voti sia DOG che CHET, stravincendo le elezioni per l’animale più figo, nello sgomento generale.

Ovunque tu guardi c’è un pappagallo che ha vinto le elezioni anche se nessuno lo voleva.

Quel maledetto pappagallo.

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