Sara Boero

Kura della xsona!!1! xoxoxoxo.

Stamattina mi sono svegliata in condizioni gravissime, con gli Umpa Lumpa premestruali intenti a fabbricarmi palate e palate di merda nel cervello. Quando marca così sin dal mattino, di solito abbraccio mezzo chilo di Pan di Stelle e accendo la TV, l’unico intrattenimento abbastanza trash da darmi una bella botta di vita. Verissimo, Lucignolo, il tg di Rete 4, roba così.
Stamattina sapevo che nemmeno Maria De Filippi avrebbe fatto il mio buon gioco, perché al calo ormonale si è aggiunta come un macigno l’indigestione di salsa di soia di ieri sera (“salsa di soia di ieri sera”: Leopardi, ciupa qua), il che bandisce categoricamente i Pan di Stelle, e senza i fottuti Pan di Stelle nemmeno un pazzo accenderebbe la TV. Vi sembro forse pazza?
Non credevo nemmeno io di esserlo fino ad oggi. Nel riflesso dello specchio, con la coda dell’occhio, mi sono vista un culone gigantesco. Ok. Chi mi ha presente starà probabilmente lanciando cochecole contro lo schermo, perché sono inequivocabilmente una sega, con nulla di gigantesco (tranne l’ego). Un metro e sessanta per quaranta chili scarsi di ossa solubili, ma ho premesso che stamattina ero in quel magico momento del mese di ogni donna in cui cominci a sentirti un cesso e a chiedere ai cacciatori di uccidere Biancaneve e portarti il cuore.

Sono uscita di casa in preda alla paranoia e sono corsa alla profumeria della Fiumara. Come sospetterete, io che entro in una profumeria è un evento degno di celebrazioni nazionali. Ho un cattivo rapporto con le commesse. Sono così palesemente sciattona che di solito mi prendono per una taccheggiatrice e mi si piantano dietro commentando le specifiche di ogni articolo che guardo.
Mi dirigo al reparto creme per il corpo e in preda al raptus prendo un costosissimo siero anticellulite dallo scaffale. E vi chiederete, che cazzo c’entra la cellulite con il culone? Nulla, per il momento. Ma per Dio, è il primo rischio che ti viene in mente. La cellulite è in agguato. La mia generazione ha imparato a temerla: fin da quando eravamo bambine a scuola ci hanno insegnato ad usare i profilattrici per difenderci dall’AIDS, e le creme Collistar per difenderci dalla cellulite (sono queste infatti le due piaghe del secolo). La mia confezione recita: “consigliato soprattutto per la cellulite più ostinata e ribelle”. Ahah. Nel carrello. Uccidiamola quella lurida bastarda adiposa, subito, finché non esiste.

Scelgo poi uno smalto in una tonalità che ho in qualche decina di sfumature, ma che mi soddisfa nella sua boccettina, e disgraziatamente passo davanti a uno specchio. I capelli maiali. I capelli maiali. Non ho i capelli lunghi come adesso dal 2005, ma in mezzo ci sono passate: una rasatura quasi a pelle, una permanente, un anno di tinta rosa shocking, sei mesi di tinta viola e rosa, due tinte nere, e un sobrio ritorno graduale al color topo bruno-rossiccio naturale. E i miei capelli maiali sono cambiati, è cambiato proprio il CONCETTO di quello che erano. Intanto, ne ho visti alcuni bianchi. E anche volendo ignorare la mia vecchiaia, hanno perso il liscio originario. Sono un’accozzaglia senza senso di liscio e ondulato, per cui se li lasci morire così dopo lo sciampo sembri un nido di castoro, se li pettini per lisciarli invece si spezza il boccolo, sapete? Restano volanti. Beffardi. Ti pigliano per il culo. Sono mesi che vado di balsamo. E oggi, sempre sul filo della pazzia, ho comprato anche una maschera post-sciampo.

E poi il meglio. Esco dalla profumeria molto povera e giro davanti all’erboristeria. Decidendo che non posso passare sopra a quei quattro bastardi bianchi. Ma che nella mia nuova battaglia per la cura tricologica, per il sostegno del Capello Sano, non devo tingerli con quelle porcherie con l’ammoniaca, no no (la stessa persona della tinta rosa shocking, ricordiamo). E capisco che la soluzione a tutti i miei problemi è l’hennè. Sano. Naturale. Protegge il capello accentuando i riflessi rossici. E che mi ammazza?
Mi faccio spiegare come funziona da una commessa con un taglio da Eurythmic che ne sa ancora meno di me, e legge pedissequamente sotto ai miei occhi le istruzioni riportate sul retro della busta. Vengo a casa e mi informo su google. E scopro che tutte le pazze che usano l’hennè hanno strategie di battaglia diverse. La mia busta dice di scioglierlo nell’acqua calda facendo una pappetta. Le pazze dicono di scioglierlo chi nel té, chi nel té verde, chi consiglia di aggiungere un cucchiaio di limone, chi di aceto, chi – udite udite – un vasetto di YOGURT BIANCO.

Bene, è ufficiale che in seguito ad un piccolo, isterico, momento di insicurezza, finirò a breve con il culo spalmato d’olio e una ciotola di Tzatzichi in testa, e che al risciacquo sembrerò Mina quando sbaglia la tinta.

E poi vi chiedete anche da dove ne venga l’invidia del pene.

Kura della xsona!!1! xoxoxoxo.

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