Sara Boero

Colombo ti fa un baffo.

Oggi pomeriggio stavo prendendo il caffè e leggendo i neo-acquistati racconti di Salinger – un quadretto davvero commovente, il sogno proibito di qualunque regista di film indipendenti.
In uno di questi racconti, Geidì usa l’espressione mai sentita “baffo di charlotte”. Ho ipotizzato, dato il contesto (una ragazzina si imbarazza nel vedere il famigerato “baffo” sulla guancia di un’insegnante, e si parla anche di sessualità) che sia un modo elegante per intendere (e cercherò di dirlo in maniera altrettanto elegante) la traccia inequivocabile di un coito orale frettoloso a cui ha fatto seguito una pulizia approssimativa e, uhm, grossolana.

E’ solo un’ipotesi. Se qualcuno ha la risposta esatta, la dica. Il meglio che ho saputo fare io è stato googlare, ma “baffo di charlotte” non salta fuori. In compenso, è saltato fuori un sito dedicato ai baffi celebri (il blend dichiara: “Proprio un sito coi baffi”, sic). Beh, grande notizia gente. According to il sito con il blend più triste del mondo, I BAFFI SONO TORNATI DI MODA. Leggete qua:

“L’ultima moda vuole l’uomo “baffuto. Come Johnny Deep nel film “Pirati”. Vincent Gregoire, lo specialista di tendenze francese intervistato da Le Nouvel Observateur, ha decretato che i baffi sono il must del momento. Curati, ben disegnati, sottili, secondo Alain, barbiere parigino, “con i baffi si dimostra la propria mascolinità” dato che la nostra società è sempre più androgina. Ma, lo si ripete, i baffi debbono essere ben curati alla Errol Flynn o alla Jonnhy Deep”.

A parte che l’insistenza nello sbagliare il semplicissimo nome “Johnny Depp” mi sconcerta, e che virgole e virgolette sono messe a casaccio, voglio dare credito ad Alain, barbiere parigino. Lo circonda l’alone di mistero di uno che ne sa. E vorrei anche aggiungere che sono al passo coi tempi, come dimostra la foto:

Posto tutto questo, devo screditare Alain ammettendo di non aver mai visto, dopo il 1990, nessuno sotto i quarant’anni portare i baffi. Ed è un peccato. Sareste belli coi baffi, ragazzi. Nel peggiore dei casi fareste ridere. E’ già qualcosa.
Ma tornando a Gionnhi Deep (per il quale non credo che i peli facciali siano esteticamente determinanti) e ai pirati baffuti, mi sono chiesta come risolvessero il problema dell’acqua a bordo delle navi. L’acqua pesa. E se devi poniamo attraversare l’Atlantico e poniamo hai un equipaggio di 39 persone e poniamo ciascuno beve un litro d’acqua al giorno a tirare la cinghia, e state in mare 66 giorni, poniamo, questo fa: 1.950 litri d’acqua = quasi due tonnellate di peso, al netto dei recipienti.
La domanda è: dove ho sbagliato il calcolo?
Quanto tiene una caravella? Mi sono basata sul viaggio di Colombo per comodità di dati.
E mi sono anche resa conto che Colombo ha avuto due coglioni da elefante, e gli uomini a bordo pure. Non so voi ma col cazzo che sarei partita per un viaggio del genere.

E vogliamo parlare dei due reali portoghesi che ci hanno messo i soldi?
Forse no. Ma mi sono improvvisata Diego Della Palma per rendere Colombo un po’ più fashion.


Colombo ti fa un baffo.

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