Sara Boero

Per fortuna gli scrittori muoiono.

Salinger Buonanima.

Ho letto “Il Giovane Holden” a 14 anni, mi sono identificata nel protagonista, ho pianto come una partoriente, ed è stato da allora il mio libro preferito.
Sono proprio la prima a dirlo. Originale vero? Vediamo se anche la vostra storia prosegue come la mia.

La versione pivella di me va dalla Feltrinelli e chiede “avete altro di Salinger oltre a…?”. La versione pivella del commesso risponde: “guarda che ha scritto solo qualche racconto… *pausa* se vuoi… *pausa più lunga* possiamo ordinarli…”. Quello che Il Commesso sta dicendo in realtà è: “non farmi aprire la scheda ordinazioni”.

La versione pivella di me torna a casa triste, pensando “Fanculo la vita fa schifo *intercalare tipico dell’adolescente*, il mio da cinque minuti scrittore preferito ha pubblicato un solo romanzo”. I successivi dieci anni vengono trascorsi rileggendo di tanto in tanto “Il Giovane Holden”, che progressivamente scala da libro preferito a libro-quasi-preferito, libro-parimerito-con, ecc. Sono arrivata a quota sei riletture tristi.

Fino a che una mattina non scopri che Salinger è morto e dopo qualche minuto di doveroso lutto umano eccetera non senti una vocina dentro di te che urla: “Hippy ya ye, pezzo di merda!”, cit. 
Il “pezzo di merda” non è destinato alla Buonanima, bensì al Commesso Feltrinelli. Perché sai che ora ce l’hai in pugno, il bastardo che ti ha tagliato le aspettative a 14 anni.

Lasci passare un paio di settimane di doverosa ristampa, e poi ti presenti in libreria col tuo sorriso migliore. Scegli dallo scaffale un libro di Lansdale come se la lettera S ti fosse del tutto indifferente, e ci passi davanti alla fine, manco fosse l’acquisto di un lubrificante in farmacia. Prendi in una sola manata tutto il Salinger che vedi e vai alla cassa.

Hippy ya ye pezzo di merda, ordinami stocazzo.

Immagino che questo non vi sia del tutto nuovo e che anche voi abbiate appena sistemato sul comodino, pronti una lenta lettura carica di aspettative, tre titoli sconosciuti. Buona fortuna a noi. 
Le tariffe dei nostri psicologi saliranno di parecchio, se questi libri fanno cagare. Però una cosa posso dirla fin da ora: che gioia vivere in un mondo così prevedibile. Puoi tornare sullo scaffale Feltrinelli in qualsiasi momento semplicemente morendo. Che gioia sapere di essere tutti uguali e banalotti, con la nostra copia del Giovane Holden nel cassetto e tanti bei ricordi. Che bello è stato vedere nei giorni successivi alla scomparsa di Salinger messaggi disperati su Facebook, un po’ tipo Michael-Revisionismo-Jackson (zimbello del mondo fino alla sua morte, attualmente in corsa per la beatificazione) ma in quantità decisamente meno fastidiose. Che belli che sono i morti, eh?

Michael Jackson. Zimbello del mondo fino alla sua morte, attualmente in corsa per la beatificazione.

(E comunque, mi manca Mike Bongiorno).

Per fortuna gli scrittori muoiono.

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