L’11 giugno 2005, durante l’annuale Suq genovese (sullo scenario di un bazar arabo, una serie di spettacoli e incontri interculturali diretti da Carla Peirolero), sono stata invitata a un incontro coi bambini in occasione del gioco/spettacolo “Prezzemolina e il gioco dell’orco”. L’altra ospite era Beatrice Solinas Donghi che, come ho già detto, ammiro moltissimo ed è sempre un piacere rivedere. Era la prima volta che mi capitava di stare su un palcoscenico in qualità di scrittrice (ho fatto solo qualche recita in una tournèe teatrale alle medie, e lì si ferma la mia esperienza di palco…), quindi in un certo senso è stato diverso dal solito, ma divertente. Io e Beatrice dovevamo spiegare ai bambini come era raccontata e ascoltata la fiaba di Prezzemolina a due generazioni diverse. Lei ha parlato della versione tradizionale genovese della fiaba, io ho tirato fuori l’edizione tascabile rosa barbie con stelline anni ’80 e principe e principessa disegnati tipo re e regina del sabato sera che mi leggevano da piccola. Poi abbiamo giocato al gioco dell’Oca in versione… Prezzemolina!