Mentre scrivo questo post sono ancora sul Frecciabianca Padova-Milano. Neanche sul Milano-Genova, proprio all’inizio del viaggio attraverso il nord Italia che mi riporterà a casa dopo Chronicae. Il festival internazionale del romanzo storico si chiude stasera a Piove di Sacco e per due giorni ho partecipato a questa avventura insieme agli amici di Sugarpulp. Mi sono messa già a scriverne perché sento una certa urgenza, quando si tratta di parlare di cose belle.

La prima bella cosa che vi voglio raccontare è che ho conosciuto tre scrittori magnifici che non avevo mai letto, mannaggia a me.

Jason Goodwin, che ho avuto il piacere di presentare venerdì sera e che è autore della saga di Yashim (La trilogia di Yashim, L’Occhio del Diavolo, I cospiratori del Baklava). La perfetta incarnazione di uno splendido gentiluomo inglese, con tanto di umorismo di serie A e un punto debole molto British: adora Beatrix Potter.

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Simone Sarasso, al festival con il suo nuovissimo Aeneas (confermo che si tratta di un prequel dell’Eneide e che no, non è noioso per niente). Con Simone condivido una fervida propensione al “viaggione mentale”. Abbiamo complottato per un pranzo intero e riso così tanto da rischiare di ucciderci con le spine dell’orata regalando al festival un epilogo tragico.

Andrea Molesini, autore di Non tutti i Bastardi sono di Vienna e del nuovo, incantevole, Presagio. Che durante una piacevolissima conversazione sull’etimologia mi ha chiarito una questione su cui mi interrogavo da anni, ovvero: da dove Caspio deriva lapin, il francese per coniglio? (Mi chiedo cose del genere abbastanza spesso da non potermi definire del tutto sana di mente).

La seconda cosa bella che voglio raccontarvi: il festival è stato un successo. So che anche per gli incontri di stasera, a cui non sarò presente, c’è stato il tutto esaurito. Quindi incrocio le dita per una seconda edizione il prossimo anno e faccio un tifo sempre più sfegatato per Sugarpulp. È tremendamente difficile organizzare eventi culturali del genere in questo paese, seguendo tra l’altro una linea editoriale precisa nella scelta degli autori e dei testi e mantenendo un’identità forte. Un festival internazionale come questo richiede investimenti, fondi che spesso non ci sono o se ci sono vengono destinati ad altro rispetto alla cultura. Ci vuole una buona dose di tenacia, di professionalità e di voglia di fare, quindi… un altissimo pollice in su per Sugarpulp, che non molla e ogni anno cresce.

Se nella confusione del Freccia mi perdo qualche nome mi mangio le dita, quindi mando un grazie generale ma non per questo meno sentito a tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte di Chronicae, rendendo la prima edizione di questo festival un momento di scoperte, di incontri tra romanzi e persone, di nuove amicizie, di spritz fuori orario e di belle serate. Dormirò 24 ore per riprendermi, ma dopo ricomincerei volentieri da capo.

CHRONICAE lascia il segno!
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2 pensieri su “CHRONICAE lascia il segno!

  • 19 aprile 2015 alle 22:57
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    Bellissima cronaca. Complimenti. Hai reso l’idea.

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    • 19 aprile 2015 alle 23:50
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      Grazie :)!!

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