Il fango ti fa bella? Alluvioni e trash-journalism

primocanaleOggi pomeriggio una mia amica ha condiviso sulla propria bacheca di Facebook la stamp che allego a questo post. Fa riferimento a un intervento della pagina ufficiale di Primocanale, la televisione ligure che in questi ultimi giorni sta seguendo molto intensamente gli sviluppi dell’alluvione che ha colpito Genova – giustamente, potendo operare sul territorio, e facendo, per la maggior parte del tempo, un servizio serio e utile.

Mi avevano già colpito qualche giorno fa alcuni dei loro interventi, che ho trovato retorici e populisti, ma avevo scelto di non parlarne proprio perché “scivoloni se ne fanno” (specialmente in circostanze “concitate” come questa, in cui l’emozione può prendere il sopravvento rispetto alla lucidità giornalistica di seri professionisti) e un paio di uscite infelici sono “trascurabili” rispetto a un ottimo servizio reso a una comunità in difficoltà. Puntare il dito contro “l’errore” di chi sta lavorando tutto sommato molto bene è un atteggiamento stupido.

Ma il post di stamattina era di un’idiozia talmente macroscopica che non trovandolo poi sulla pagina, inizialmente, ho pensato a una bufala. Poi sia la mia amica che altri contatti di Facebook che seguono la pagina mi hanno confermato che quel contenuto era stato effettivamente pubblicato, ed era stato dopo poco rimosso senza ulteriori commenti dopo l’arrivo di una bordata di insulti da parte dei followers.

Ho scelto di trattare quindi l’argomento solo da un punto di vista strettamente giornalistico, senza dare giudizi di merito o “puntare il dito” a random come troppo spesso si vede fare:

1. La “foto all’angelo del fango” è di interesse giornalistico?

Credo di sì. Un servizio fotografico ben fatto ai giovani che stanno lavorando in questi giorni documenta una realtà ed è utile, quindi è “notizia”. Propone tra l’altro un modello positivo, incoraggiando altre persone ad aiutare.

2. Il “selfie dell’angelo del fango” è di interesse giornalistico?

Assolutamente no. Il fatto che molti dei giovani impegnati nell’attività di pulizia si scattino delle foto ricordo da conservare o mostrare ai propri amici su Facebook è una scelta privata. Che può far sorridere o storcere il naso, ma non ci vedo niente di tragico: sono abituati a scattare foto e condividerle in qualsiasi circostanza, pure al cesso. Sicuramente le giornate passate a lavorare a Genova, pur nella fatica, saranno un bellissimo ricordo per molti di loro. Che si scattino foto da soli o a vicenda, se conservare questo ricordo fa piacere (io non l’ho fatto manco quand’ero un paio d’anni piùgggiovane nel 2011: non mi pareva il caso, di fotografarmi ricoperta di merda in Via Fereggiano facendo la V di vittoria con le dita. Ma è solo un fatto privato, lasciato alla sensibilità di ognuno e indiscutibile). La cosa certa è che il singolo selfie NON è una notizia.

3. Proporre una specie di “contest” tra i selfie degli angeli del fango è giornalisticamente utile?

Mi sembra una domanda retorica. No. Non è utile a livello di informazione, non propone un modello positivo (spostando l’attenzione dal gesto in sé alla “bellezza” della persona ricoperta demmerda perché è pure buona&generosa oltre che bella, roba che mi sembra di vedere i giornalisti che portano a spasso i cliché come cagnolini) e soprattutto ruba spazio su una pagina che dovrebbe e vorrebbe essere di interesse pubblico e pubblico servizio ad altri contenuti utili e interessanti (tra l’altro presenti).

4. Rimuovere un post da una testata è giornalisticamente corretto?

No. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Il fatto che ora molte testate giornalistiche si esprimano sul web dà questa “possibilità” allettante ai redattori: quando un contenuto fa schifo alla gente, lo si elimina. Col giornale cartaceo (o anche con la diretta televisiva) il contenuto proposto – anche uno strafalcione – non si può semplicemente eliminare con un click. Bisogna rettificarlo. Spiegare da dove è nato l’errore, eventualmente scusarsi coi lettori.

Ma si sa, il web ha la memoria corta.

2 Replies to “Il fango ti fa bella? Alluvioni e trash-journalism”

  1. A prescindere dalla tua analisi, è sbagliato il messaggio.
    Dovrebbe essere qualcosa tipo ” Fango è bello”, e eliminato il contest , come evidenzi nel punto 3, invitare il lettore a scendere in strada.
    In poche parole “Spalaaaaaaaaa!!”

    1. Per quello, come sottolineo nel punto 1, basta una foto 🙂 la prima foto che si intravede nella stamp secondo me dà un messaggio positivo: si vede una ragazza, chiaramente non in posa, ma “colta” dall’occhio del fotografo, e intenta a fare qualcosa di buono. Un bel servizio fotografico di questo genere è già un incentivo a scendere in strada e dare una mano. Qualsiasi aggiunta retorica o mezzuccio per prendere dei click è semplicemente patetico…

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