Venezia 71, 2-3 settembre: lo sbrago

Ho saltato un altro daily ma non per pigrizia giuro! Caricare il vlog mi prende sempre un sacco di tempo per la connessione ballerina, e come vi dicevo sto facendo una serie di interviste per l’Università di Padova. Somma, rock around the clock quest’anno.
Olivia Kitteridge, la serie che ho visto il 1 settembre, si è confermata molto bella ma il vero episodio notevole della serata è stato un rocambolesco incontro con il mio carissimo Tim Roth: vi lascio la foto e il link del relativo video.
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Il 2 settembre invece è stata giornata di magra, un po’ meno lieta anche dal punto di vista cinematografico. Al mattino in Palabiennale abbiamo visto Il giovane favoloso, il tanto decantato film su Leopardi. L’ho abbastanza detestato: nasce come fiction Rai e si vede, oh se si vede. Mi ha ricordato quei film “istruttivi” che le prof con poca fantasia ti propinavano alle medie quando non avevano voglia di fare lezione. È didascalico in maniera esasperante: del tipo che per farti capire che Leopardi si trova sul Famoso Colle Del’Infinito lo fanno alzare e abbassare per minuti lunghissimi: “ora vedo l’orizzonte! Ora la siepe lo nasconde! Hop! Hop! Tana per Giacomo!”.
Il film del pomeriggio, Bypass, se possibile era peggio. Curatissimo dal punto di vista tecnico (regia e fotografia) e totalmente inconsistente da quello della sceneggiatura. Mi sono chiesta perché devo subire cose del genere e sono uscita prima.
Siamo chiaramente entrati nella seconda fase della mostra, quella in cui la realtà si sfilaccia, lo sbrago dilaga e si assistono a scene sempre più al limite: cani pettinati, uomini che girano con costumi da tigre, vecchi che ballano YMCA al bar dell’Excelsior, racconti del terrore intorno al fuoco.
Nobi, il film di ieri sera, ricordava tantissimo le gloriose proiezioni di mezzanotte degli scorsi anni: sala mezza vuota, piedi sulla poltrona davanti e birrette. Era piuttosto brutto pure lui ma almeno con un suo senso: in una seconda guerra mondiale irriconoscibile un soldato giapponese perde il suo plotone e si smarrisce nella giunga filippina, circondanti da nemici invisibili. I sopravvissuti si aggirano tra gli alberi cacciando gli altri uomini per mangiarli, le scene splatter abbondano così come le frattaglie animali.
Questa mattina (3 settembre) siamo andate al Palabiennale a vedere A pigeon sat on a branch reflecting on existence, e vi giuro, un mondo di no anche qui. Una serie di inquadrature fisse in stanze grigine, con siparietti al limite del ridicolo, slegati, autoconclusivi, noiosissimi, pretenziosi. L’odio.
Mi aspetta un pomeriggio shakespeariano: prima il Macbeth di Polanski restaurato, poi Cymbeline. Stasera, La trattativa di Sabina Guzzanti. Vi saprò dire se il mio umore volge al meglio.

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