29 agosto – Venezia 71

The look of silence ieri sera è stato piuttosto traumatico. Era un documentario girato per raccontare lo sterminio indonesiano dei “comunisti” degli anni ’60 attraverso gli occhi del fratello di una delle vittime. L’uomo, un ortottista, gira di villaggio in villaggio per cercare tutti coloro che a qualche titolo si potevano ritenere responsabili della morte del fratello e li intervista, mettendo soprattutto in luce la rimozione del senso di colpa di queste persone e la volontà di seppellire il passato. A fine film, dopo due ore di ricostruzioni atroci e descrizioni minuziose delle stragi, ci rendiamo conto che il protagonista è in sala e sta abbracciando il regista in lacrime. Se ne va quasi subito. Non so, è stato un momento un po’ raggelante. Detta così non pare ma non so spiegarvelo, era tutto molto intimo.
Stamattina, il 29, siamo andati a vedere La rançon de la gloire: mi è piaciuto molto. Parla di due ladri disperati che trafugano la salma di Chaplin, appena scomparso, per chiedere un riscatto alla famiglia. Davvero carino e commovente.
Alle due e un quarto sarei dovuta andare a vedere In the Basement, ma mi sono resa conto che la trama non era esattamente eccitante. Sembrava essere un documentario sugli scantinati in Belgio. Già. Vi posso dire che una mia amica ne è uscita provatissima, raccontando strane storie sulle pratiche sessuali in Belgio. Ho deciso che preferivo dare una pacca sulla spalla a Owen Wilson e ho aspettato la conferenza stampa: caricherò anche un video del momento. Trovate il vlog di ieri a questo link.IMG_1232
Alle cinque sono andata a vedere la consegna del Leone d’Oro alla carriera a Wiseman, anche di questo spunterà il contributo video, non temete. Temevate?
Il film successivo era Anime Nere, di Francesco Munzi. Un film sulla mafia davvero originale e interessante, soprattutto nella svolta del finale. Non voglio spoilerarvi. A me come dicevo è piaciuto, però ho sentito pareri discordanti: qualcuno in sala lo ha trovato pesante.
Però ho una grande notizia. Ho finalmente scoperto dove siede in sala Tim Roth. Esultate con me <3 ora posso voltarmi nella sua direzione nel buio della sala e contemplarlo con materno amore. Stasera si va a vedere She’s funny that way. Speriamo di ridere. Un pochino. Un pochino, Barbera, non tanto, dai.

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