26 – 27 agosto – Venezia71

Il 26 io e parte delle fanciulle approdiamo, dopo il solito viaggio della speranza, in un Lido piovoso. Viaggio della speranza che per me include un passaggio a Genova Principe, un intercity fino a Milano, un frecciabianca fino a Santa Lucia, un traghetto fino al Lido e un bus fino al nostro nido d’amore in Via delle Quattro Fontane, davanti al Movie Village.
La più grande novità dal punto di vista estetico, scopriamo dopo una breve esplorazione, è che la piscina dell’Excelsior non è più off limits e segregata nella tamarrissima Area Lancia, bensì noi tutti possiamo bearci della sua vista. Ecco una preziosa testimonianza fotografica dell’evento. Non osiamo tuffarci nelle chiare, fresche e dolci acque, ma sentiamo comunque il profumo dei soldi un po’ più nettamente.

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Altro cambio sponsor: l’area Disaronno non è più l’area Disaronno ma l’area Persol. Sapevatelo.
Oggi, il 27, ci accoglie il sole. E scopriamo che anche Jude Law ha sentito dire che il tempo è cambiato, perché si è precipitato al Lido senza nessuna base.Non ha film da presentare ma pazienza. O’ sole, o’ mare.
Io invece scopro, solo oggi, che Tim Roth è in giuria e esulto.
Al mattino ho una riunione per il lavoro che svolgerò quest’anno al Lido per conto dell’Università di Padova: delle interviste qualitative ai partecipanti al festival, con un approccio sociologico. Un progetto molto interessante.
Proviamo a entrare alla proiezione delle due di Before I Disappear di Shawn Christensen ma c’è una strage di accrediti stampa e una coda infinita, perché è la prima proiezione. Desistiamo e ci buttiamo su The President, alle quattro.

Film georgiano che si preannunciava pesantissimo, invece ci è “piaciuto abbastanza”, unanimemente. Parla di un dittatore in fuga durante una rivoluzione. In sala vediamo anche Barbera, nostroadorato, che gira con il solito immarcabile sorriso.
Scorgiamo Edward Norton in passerella per Birdman. Edward Norton sembra un dodicenne, non l’avrei mai detto. È giovanile. Collezioniamo anche la prima magra del festival, raccontando a un’amica che ci siamo risparmiate il film di Kim Ki-duk perché si preannunciava pesantissimo. E ci accorgiamo solo dopo che lui è sorridente e pacioso alle nostre spalle. Chi ben comincia…
Ah. Marina Ripa di Meana quest’anno aveva un cappello che definirei quasi sobrio rispetto ai suoi standard. Sono sconvolta.
Adesso si mangia. Domani vi aggiorno sugli sviluppi della serata.

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