Ma come si pubblica un libro?

È la domanda che mi sento fare più spesso durante gli incontri con l’autore, soprattutto nelle classi, e ho pensato di fare una specie di video FAQ (in fondo al post) per riassumere i consigli generali su invio manoscritti a case editrici, preparazione delle sinossi eccetera. Spero che possa essere utile a tutti gli autori esordienti che vorrebbero provare a pubblicare ma hanno paura di non sapere come muoversi, quanto bisogna aspettare per ricevere una risposta, che editori andare a cercare.

Ovviamente sono consigli generalissimi, voglio aggiungere qui testualmente nel post un altro paio di domande che mi sono state fatte in seguito alla pubblicazione del video, e le mie risposte. Se avete altre domande sarò felice di editare il post per inserirle!

D: Ha senso paragonare il libro a un altro libro già edito nella lettera di presentazione?
R: Può avere un senso un “leggete-questo-se-vi-piace-quest’altro” nella lettera di presentazione solo se trovate un paragone puntuale ed efficace, che faccia capire bene di che genere è il vostro libro. Tenete conto che, se il libro viene pubblicato, sarà l’editore stesso in fase di promozione e distribuzione a “paragonare” il vostro libro a un altro romanzo analogo di successo per comunicare sinteticamente il genere ai librai.

D: Ma non pensi che l’editoria tradizionale sia destinata a scomparire?
R: A volte sinceramente me lo chiedo, ma non riesco a fare un vero e proprio “pronostico”. Sicuramente sono convinta che non ci saranno cambiamenti sostanziali a breve termine. È vero che in libreria si vende sempre meno e che aumenta la fetta del mercato e-book o comunque dell’acquisto online solo che per il momento… la sproporzione resta ancora molto marcata. Un autore diventato famoso mettiamo con il suo e-book autopubblicato attraverso il tam-tam su internet, per quanto successo abbia, non venderà mai quanto l’ultimo autore Mondadori promosso in prima serata a Canale 5 o sventolato in vetrina a Feltrinelli. O per lo meno, siamo ancora molto, molto lontani da quel momento, secondo me… Questione di decenni prima che “l’ago della bilancia” cominci a spostarsi seriamente, se mai succederà.

D: Serve un agente letterario?
R: In un certo senso no, in un certo senso sì. “No” perché non è necessario: io non ho mai avuto un agente letterario e non ne ho mai sentito il “bisogno”. Ma tanti colleghi che si affidano a un agente invece mi dicono che è utilissimo nella promozione. Sicuramente è vero, con un agente si possono ottenere risultati migliori, non lo ritengo indispensabile ma non escludo la possibilità di cercarne uno in futuro. Anche in questo caso, vale la regola di cercare di capire chi abbiamo davanti, la serietà dell’agenzia a cui ci affidiamo, che nomi rappresenta e così via.

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