ITACA, auguri, e altre belle cose

Mi capita a volte di collaborare con dei musicisti che mi piacciono per scrivere i testi. Probabilmente vi ho già parlato di situazioni del genere. Sono molto orgogliosa di una canzone appena uscita perché è stata una sfida, e questa ve la racconto. Un giorno il mio amico Erik Bosio, musicista strepitoso e membro dei Cluster, mi scrive su Facebook che deve comporre un brano per l’Itaca Project (andate a dare un’occhiata al sito, si tratta di un bel progetto per valorizzare e far conoscere il meglio della musica acappella italiana). Mi propone di collaborare scrivendo il testo e mi dà dei riferimenti sul tipo di canzone che ha in mente: un grande coro, un respiro “classico” ma originale, qualcosa che faccia pensare all’Italia e comunichi l’Italia ma venga apprezzato allo stesso livello anche all’estero, eccetera. Io, per scherzare, gli butto lì: “dovremmo farla come  minimo in latino. Ahah”. Lui risponde “in latino, mi piace”. E io penso “maledizione a me e alle mie idee della minchia”.

Ho dato fondo a tutto il latino che avevo per scrivere “Iridis”. Qualcuno potrà obiettare “quel latino era molto poco, allora”. Ma la canzone è talmente bella che sono quasi felice di aver fatto rivoltare Cicerone nella tomba. Presto sarà in vendita su iTunes, nel frattempo potete ascoltarla qui.

 

 

Vi ricordo, molto calorosamente, che visto che è Natale (?) se non l’avete fatto è proprio il momento giusto per comprare Tamarindo Sugarfree. Non chiedetevi perché: fatelo e basta. Si sa che le feste sono deprimenti. Ne gioverete in allegria.

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