Venezia 70, l’apocalisse del 7 settembre

Siamo all’ultimo giorno di festival e ovviamente l’atmosfera è apocalittica, come ogni anno. I biglietti per la proiezione serale del film che vincerà il Leone d’oro erano esauriti alle otto del mattino, gli sparuti gruppi di accreditati rimasti vagano senza meta per il Lido, tentando recuperi in extremis di quello che non hanno visto.
Ieri sera siamo andate a vedere Unforgiven, western giapponese. Non avevo letto la sinossi e sono stata risucchiata in quello che chiameremo effetto Kufstein anche se solo pochi capiranno. Il film inizia, una prostituta viene sfregiata e le altre prostitute mettono una taglia sul colpevole per vendicarla. Arriva un samurai in città per intascare il malloppo. Il tutto mentre sono avvolta in una sensazione di dejavu alla Matrix. Mi rendo conto solo dopo un’ora che è un remake degli Spietati, coi ronin al posto dei bounty killer e gli Ainu al posto degli indiani. Molto straniante, vivevo anche senza eh, ma amen l’ho visto.

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Questa è la faccia di una che viveva anche senza. Invece stamattina ho approfittato del fatto che Susi non lo avesse ancora visto per tornare a vedere Wolf Creek 2. E vi garantisco che per TORNARE a vedere un film alla mostra deve esserti piaciuto veramente TANTO. Arrivi all’ultimo giorno che il velluto delle poltroncine ti provoca uno sfogo cutaneo e che il continuo passaggio tra caldo torrido e freddo polare delle sale ha ormai irremediabilmente compromesso la tua salute- già messa a dura prova dall’alimentazione scorretta. Quanta caritudine in un solo splatterone australiano, amici miei. Vi vado a propinare subito la mia foto con John Jarrat, l’adorabile serial killer del film. Se mai vedrete Wolf Creek mi invidierete un casino.

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Adesso stiamo vegetando in casa, tenteremo di entrare a una replica alla 5, seguiremo la premiazione in sala stampa e alla sera chiuderemo con Amazonia 3D, ma tutto questo vi verrà raccontato domani, mentre sarò in treno, unitamente a tutti gli accidenti che tirerò sui leoni. Poveri leoni. Ogni anno qualcuno maledice i leoni, senza che i leoni possano capirne il motivo.

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