Venezia 70, il lugubre 6 settembre

Io e Susanna, nonostante fossimo un po’ stremate dalla giornata a Venezia, ieri sera abbiamo cinemato. Nota bene: la mia salute è in ripresa ma due notti fa ho avuto un simpatico febbrone improvviso da raffreddore. Ho svaligiato una farmacia e mi sono rimessa in piedi, mi rimane comunque la voglia di dire due parole a chiunque abbia deciso che l’aria condizionata delle sale debba essere a prova di conservazione della carne macellata. In un mattatoio texano.
Dicevo, abbiamo visto Bethlehem, e ci è piaciuto molto. Davvero. Rischiava di essere il film più bello della mostra (anche se naturalmente è fuori concorso) non fosse stato per il finale. Il finale hanno deciso di tagliarlo con l’accetta. Sta ancora succedendo tutto e il film finisce, così, debbotto. Fine. Parla di un ragazzo palestinese che fa da informatore per un agente segreto israeliano, pur mantenendo una parte di sé “fedele” alla causa palestinese e partecipando alla guerriglia. Vorrebbe mantenere un equilibrio, è affezionato all’agente israeliano come a un padre ma non vuole deludere o tradire la sua famiglia.
Ecco una foto mia e delle fanciulle sulla terrazza Excelsior, tanto per.

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Oggi pomeriggio proviamo a vedere Stray Dogs ma dopo i primi venti minuti ci rendiamo conto che, bello o brutto che sia chilosa, è uno di quei film dai piano sequenza lunghissimi e statici, in cui i personaggi compiono un singolo gesto per minuti e minuti. Dopo dieci giorni di festival e un’influenza la tua resistenza a questo genere di cose è molto fiaccata, ve lo garantisco. Puoi tollerare tutto ma non i piani sequenza statici. Non ce la fai, hai una reazione allergica, e fuori dalla sala non sono stati distribuiti antistaminici. Ci arrendiamo all’evidenza che non reggeremo due ore a quel ritmo senza perdere sangue dalle orecchie e usciamo.
Ne approfittiamo per fare un salto alla premiazione Codacons, al Movie village: quest’anno hanno ripristinato la storica bacheca RIDATECI I SOLDI, dove per tutto il festival chi voleva ha appiccicato delle stroncature. La migliore viene premiata con una coppa e le dodici finaliste con dei gadget. Rimango basita nello scoprire che sono tra i dodici (ci siamo sfogate abbastanza, sulla parete Ridateci i soldi. La mia finalista è una stroncatura di Night Moves -zzzzz). Ecco una foto ricordo di me con l’ambita maglietta ridateci i soldi, che sfoggerò con orgoglio alla prima occasione di première di film tedesco.

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Stasera mi aspetta certamente un film e forse due, se riesco ad entrare, ma ve ne parlerò domani. Per il momento vi lascio con l’imbarazzo di Alan Rickman alla première di Une promesse.

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