Venezia 70, 2 settembre: mai una gioja

Mai una gioja, sì. C’è un fatto che ho mancato di dirvi ma che sicuramente avrete intuito: questo in quanto a tematiche è il festival più depresso della storia. Incesti, omicidi, stupri, malattie, violenze di vario genere come piovesse. Con Miss Violence di ier sera eravamo pienamente nel mood di cui sopra. Bello eh, per carità. Ben girato, ben recitato. Parla di un nonno-padre-padrone che molesta e fa prostituire moglie figlia e nipotine. Vi è venuta voglia di vederlo, con popcorn e cocacola al sabato sera, scommetto.
Rilassiamoci con una riposante veduta della Sala Grande:

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Bene. Sta mattina non ho visto nessun film, ma oggi pomeriggio alle due sono riuscita a entrare per The Sacrament. Un finto documentario basato su fatti realmente accaduti. Indovinate un po’ il soggetto? Il suicidio di massa di una setta religiosa. Yayyyy! Un bel film per famiglie.
Mi distraggo, uscita dalla sala, per incontrare due amici di Twitter: @sarunzel e @lddio, approfitto per dire seguiteli. Sembra che tutto Twitter sia stato misteriosamente trasferito al Lido.
Rientro in sala alle cinque per vedere Tom à la ferme. Il film si apre con un funerale, ma state tranquilli: poi peggiora. Parla di un ragazzo gay che va in un paesino di campagna per partecipare al funerale del suo compagno, morto in un incidente. La madre del defunto non è al corrente della relazione e crede che il figlio fosse fidanzato con una donna. Il fratello ancora vivo costringe il ragazzo a stare al gioco, per poi rivelarsi a sua volta gay e repressissimo. Molto teso e straziante. Strano, vero?
Ieri ho volontariamente omesso di segnalare la presenza di Harry Potter al Lido, per protesta nei confronti delle orde barbariche di ragazzine infoiate che hanno preso d’assalto l’Excelsior tipo Alba dei morti viventi.
Detto questo: stasera vado a vedere Locke. Incrocio le dita perché non parli di mutilazioni, famiglie divise o esplosioni nucleari.

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