Termina Venezia 70, leoni a caso e altre storie

Prima di sputare veleno sui leoni come da tradizione, mi concedo un momento per raccontarvi che altro ho visto ieri, dopo il commosso ritorno in sala per Wolf Creek 2.
Kill your darlings, nel pomeriggio. È fatto molto bene. È un film sulle origini della beat generation e se tralasciamo per un secondo che Harry Potter interpreta Allen Ginsberg ci potrebbe stare. Ha un unico enorme difetto: i personaggi principali ti stanno sui coglioni in un modo indescrivibile. Manica di pivelli presuntuosi con lo spleen che hanno scritto tre righe e si sentono gli innovatori prescelti della letteratura contemporanea di stocazzo. I classici wannabe genio che si trovano in ogni università di lettere di ogni città del mondo e di ogni epoca storica. Questa antipatia naturale compromette di molto il godimento del film.
Ho visto Amazonia 3D, subito dopo la premiazione. Al di là della storia banale secondo me è un progetto enorme e originalissimo, è il primo film che vedo interpretato solo da animali, senza parlato, senza didascalie documentaristiche, e con una sua trama comprensibile e coerente. Una scimmietta cappuccina cresciuta in cattività (dolcerrima) sopravvive a un disastro aereo e si ritrova sola nella foresta amazzonica senza avere idea di cosa si mangia e cosa è pericoloso. Viaggia e si ambienta fino a trovare un gruppo di suoi simili, innamorarsi, avere di nuovo un contatto con degli uomini e arrivare a una coscienza di sé. Cara.
Infine ho visto la replica di Sacro Gra, il vincitore del leone d’oro. È un documentario sulle microstorie di persone la cui vita ruota in qualche modo intorno al grande raccordo anulare di Roma. Carino. Ben fatto. Inspiegabilmente premiato. Se qualcuno trova una spiegazione razionale che non includa la voce MARCHETTA me lo segnali, per il momento il senso di questa scelta non è pervenuto. Restando in tema misteri: che fine ha fatto Carrie Fisher? Credo che sia l’unica giurata del festival a non essersi presentata alla cerimonia di consegna dei leoni. Leila, che ci combini.

20130908-134813.jpg
Passando ai leoni: come dicevo sono qui che mi gratto la testa perplessa su Sacro Gra. Trovo già opinabile che non esista una sezione apposta per i documentari, ma se proprio vogliamo sbatterli in concorso, se proprio vogliamo premiarli, mi sento in profondo imbarazzo per la giuria che ha spudoratamente marchettato con quello italiano invece di scegliere The Unknown Known (che fidatevi, è la mamma di tutti i documentari. Un documentario kolossal. L’universale Documentario Dei Documentari). Sul leone d’argento a Miss Violence sono perfettamente d’accordo. Cioè, avrei dato il leone d’oro a Miss Violence, ma in presenza di marchette anche quello d’argento è ok. Ho la sensazione che la coppa Volpi maschile attribuita al protagonista sia stata un risarcimento in questo senso. Il che è ingiusto perché ha fatto sì che la migliore interpretazione maschile del festival, quella del protagonista di Child of God, non venisse premiata. Disastro a catena, insomma.
Passando alla sezione Orizzonti: non ho visto Eastern Boys. Il mio preferito era Still Life, che è stato premiato con il riconoscimento della giuria. Still Life era splendido, non sapendo nulla di Eastern Boys non posso esprimere un’opinione sulla scelta del vincitore. Posso però incazzarmi come una biscia di fiume perché Why Don’t you play in hell? di Sion Sono non è stato premiato. Siete pazzi da legare. Criminali.
Foto ricordo della sala stampa, quest’anno fortunatamente esente dalla cicciona puzzona che l’ha impestata l’anno scorso.

20130908-140145.jpg
E prima del riepilogone finale cosavederecosano, ci tengo a ringraziare le mie coinquilineineine e compagne d’avventura, Fra, Susi, Sere, Agnese, Ambra e Alice. E a dire a mio fratello che è uno scandalo d’uomo, a non essere venuto nemmeno quest’anno.
Ok. Prima cosa da fare: elenco dei film che ho visto (in ordine sparso). Così per farvi un’idea di quello che non ho visto e quindi boh.

Unforgiven, Kill your darlings, Amazonia 3D, Sacro Gra, Still Life, Jigozu de naze warui (Whi Don’t you play in Hell?), The Unknown Known, Miss Violence, Bethlehem, Wolf Creek 2, Philomena, Sorcerer (Il salario della paura), The Zero Theorem, Child of God, Harlock: Space Pirate 3D, Gravity (3D), The Sacrament, Locke, Parkland, Tom à la ferme, Joe, Rigor Mortis, The Canyons, Une Promesse, Die Frau des Polizisten (The Police Officer’s Wife), Night Moves, Stray dogs.

Ecco quelli che per me sono stati i DIECI FILM MIGLIORI della mostra, sempre in ordine sparso (e sì, in mezzo possono esserci splatteroni e tenerissime storie di scimmiette perdute nella foresta. Problemi?).
Wolf Creek 2, Why Don’t you play in hell?, Still Life, Miss Violence, The Unknown Known, Bethlehem, Child of God, Amazonia 3D, Philomena, Gravity parimerito con Harlock.

Gli altri dell’elenco sopra erano comunque tutti film di buon livello, tranne, a parte, rigorosamente esclusi i seguenti. Evitateli. Evitateli anche sotto tortura e nell’ambito del progetto Ludovico. Evitateli e basta: Une Promesse, Die Frau des Polizisten, Night Moves. Ah. Dicono tutti che Stray Dogs è così bello. Per me un film che vive sui piano sequenza continui, fissi e di durata superiore ai due minuti è comunque inaccettabile, quindi non faccio testo.
Dal festival (dal freccia bianca Venezia-Milano) è tutto. Come da tradizione, ai postumi le altre sentenze.
Trova qui tutti i post Daily di Venezia 70, scorrendo verso il basso e proseguendo alle pagine successive.

20130908-142105.jpg

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *