Cartolina dal 2007

Ieri era il mio compleanno. Ieri mattina mi è arrivato un biglietto d’auguri della Bottega Verde con il coupon per ritirare un regalo omaggio e uno sconto del 50% su tutto quello che avrei voluto comprare. Non lo so, non penso che normalmente ci sarei andata, a ritirare il mio regalo. Voglio dire, ho pensato: “Sarà una pochette da viaggio”, che me ne faccio.

Era una pochette da viaggio.

Comunque, il fatto è che non entravo in una profumeria non so da quanto. Cioè, sono entrata un mese fa con una mia amica che doveva comprare sali da bagno ma prima boh, anni. Ho i miei trucchi, uso quelli, non finiscono mai. Bagnoschiuma e shampoo al supermercato. Mi strucco con l’acqua di rose. L’unica cosa che compro è la crema per il corpo, dall’erborista. Sono un animale poco cosmetico.

Voi avete idea di tutto quello che vendono in un posto del genere? Prendete ogni parte del vostro corpo, voi non lo sapete ma ha bisogno di un prodotto. E visto che tutti siamo diversi, per ogni parte del nostro corpo c’è una vasta scelta di prodotti adatti alle nostre esigenze, al nostro tipo di pelle, ai nostri odori. Preferisci una crema per i piedi al melograno o alla menta verde? Di che cosa ha bisogno oggi il tuo culo per sentirsi tonico? Le tue mani si seccano se non le idrati: ci sono formati da borsetta di crema alle mandorle dolci apposta per questo. Sono stata assalita dal senso di colpa e di responsabilità nei confronti del mio povero corpo trascurato e ho provato a trovare delle soluzioni, col mio sconto del 50%. Voi non avete idea di quanto sia difficile cominciare da zero. Partiamo dal basso: i miei piedi. Sono una causa persa. Voglio dire, sono soltanto PIEDI, e ho sempre le unghie spezzate e il mio piede destro ha una minuscola sporgenza sull’orlo, dal lato dell’alluce. Me ne sono accorta soltanto quando mi ha impedito di camminare per una settimana, di punto in bianco. È un osso piriforme mi sembra di ricordare, è un pezzettino di osso in più, non si vede nemmeno ma il figlio di buona donna mi ha costretto alle stampelle. I miei piedi sono una causa persa, non meritano un prodotto specifico, non saranno mai una parte anatomica graziosa o allettante se non incontro proprio un feticista (ma chi lo vuole un feticista?) e non mi frega niente che lo siano. Le gambe. Servono per camminare, ok? Ma non è male se sono belle. Cosa vendono in questo posto per le gambe? Creme esfolianti, peeling. Per levare la pelle morta, fare uscire i peletti incarniti. Inutile. Mi veniva da piangere. Non esiste una crema che levi i VERI difetti. Polpacci troppo magri, ginocchia troppo rotonde e sporgenti, c’è una crema per questo? NO. Ma non mi è mai importato di avere i polpacci troppo magri e le ginocchia troppo rotonde finché… insomma, chi se ne frega. Ma mi prendi per il culo a vendermi una crema per il PEELING? Sono saltata direttamente ai glutei. I glutei sono importanti, sui glutei bisogna assumersi le proprie responsabilità. Mangia male e ti viene la cellulite, porta scarpe alte e ti viene la cellulite. Prega, e ti verrà comunque la cellulite. C’è un sacco di roba contro la cellulite, e che io sappia non funziona nulla. Il problema è che io non ho cellulite, ho solo il fianco un po’ largo e dovrei fratturarmi il bacino se non mi piacesse e volessi CAMBIARE. Comunque la cellulite è in agguato, e allora che faccio? Compro una crema anticellulite per SCONGIURARE il pericolo di svegliarmi un mattino con il culo impastato di buchi? Decido che correrò il rischio e passo oltre. Creme per tonificare il seno. Mi metto a ridere, la commessa così gentile mi guarda male. Penso: “se non altro un flacone è l’investimento di UNA VITA…”. Non ho praticamente nessun seno da tonificare, o almeno, è talmente piccolo che spero non avrà mai il cattivo gusto di appendersi quando sarò vecchia. Il mio corpo non collabora ad essere adeguatamente idratato, tonificato, nutrito per via cutanea. Il mio corpo è una macchina ossuta e sottile che non fa nulla per invitarmi alla manutenzione. Il mio corpo è un corpo piccolo, pigro e debole che ha opposto resistenza a crescere finché ha potuto e poi ha fatto solo il minimo indispensabile.

Decido che il mio corpo non si merita nessuna attenzione e mi chiedo se la mia faccia sia più degna di tutta quella tecnologia cosmetica. Sì, decisamente. Deve essere così: quando ero bambina e mi hanno messo un apparecchio per aggiustare gli incisivi spaziati. A me in realtà quei denti piacevano. Dopo una decina d’anni ancora adesso ho l’istinto di infilare di traverso il bordo della lingua in quel corridoietto che non esiste più. Rivoglio i miei denti, di tanto in tanto. Non posso riaverli, ma posso avere creme per prevenire la comparsa dei primi segni del tempo sul contorno occhi con uno sconto del 50%. All’inizio mi sembra una buona idea e sono tentata, poi decido che in realtà le rughe hanno il loro senso. Saranno le mie rughe a ricordarmi ogni mattina se nella mia vita avrò fatto un sorriso a tutti o se avrò aggrottato la fronte troppo spesso. Immagino due parentesi vicino agli angoli della mia bocca, e non è così disturbante, anzi.

La commessa era così gentile, e così contenta che fosse il mio compleanno. Ora mi guarda quasi con diffidenza mentre in fretta scelgo uno stick “per labbra morbide e idratate” e un ombretto nero, completamente a caso. Ritiro la mia pochette da viaggio. Porto via dal negozio il mio culo, che un giorno per colpa mia avrà su montagne di cellulite. Sono di nuovo in mezzo ad animali fatti come me che passeggiano nel centro commerciale: ridono, mangiano, parlano al telefono, spingono passeggini, la sera si mettono una maschera al mirtillo e fanno lo scrub sulle cosce. Vado in bagno per non vederli solo qualche minuto, mi chiudo in bagno, mi ricordo di essere claustrofobica, esco dal bagno che non ho più aria. Mi dirigo verso l’uscita e penso alle creme al melograno, al soffitto di vetro, alle scarpe abbinate alle borse, ai sorrisi senza anima, alle rughe lasciate dai sorrisi senza anima, all’amore che sì esiste ma in realtà non esiste, o forse era il contrario, ai miei nei sul petto, ai petti in generale, al vics da spalmare, ai cuori che vedi pulsare nella piega delle gole della gente, alla gravità che ha la stessa formula matematica del magnetismo e allora al centro della terra c’è solo una grande calamita che attira ogni, OGNI materiale e anche me e mi tiene qui. Al mio ombretto nuovo, a un mondo in cui non sono un paio le persone che ti capiscono ma tante, a un mondo in cui non sono un paio le PERSONE ma tante, alla fine, all’inizio, alla carta e all’odore della carta, di nuovo all’amore, e soprattutto al gel per ammorbidire le cuticole delle unghie, e poi ho raggiunto finalmente l’uscita. Un GEL. Per ammorbidire. Le cuticole. Delle unghie. Cuticole. Che parola è, chi l’ha inventata. Lo stesso che ha inventato quel gel. Ammorbidire le c-u-t-i-c-o-l-e.

Infilo la lingua di taglio sotto ai miei incisivi e non ci passa.

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