Chi ben comincia

Chi ben comincia poi magari fa un film dimmerda comunque, lo sappiamo bene. Però ci sono opening titles che valgono il prezzo del biglietto. Io qua sotto vi metto i miei dieci preferiti. Anzi, è molto stupido dire “i miei dieci preferiti”, diciamo i primi dieci che mi sono venuti in mente cercando di sceglierli con gli stessi criteri: l’efficacia e la coerenza. Titoli di testa belli, curati, girati bene e che ti dicano già molto del film. Sono in ordine casuale. Quali fondamentali mi sono scordata?

Velluto Blu (David Lynch, 1986)

Eh va beh che gli vuoi dire. Un gioiello risalente all’epoca lontana in cui ancora credevo che l’intento di Lynch non fosse prenderci tutti per il culo (dopo “Inland Empire” questa convinzione non me la leva nessuno). Giardini curati, provincia americana, ansia da perfezione, l’imprevisto in agguato e la sequenza disturbante del cagnolino che morde lo zampillo d’acqua sul vecchietto infartuato. Mi spiace che il video si fermi poco prima dello zoom sugli scarafaggi, e che non abbia sbattuto già qui l’orecchio mozzato. Opening capolavoro.

Lady Vendetta (Park Chan-wook, 2005)

KAAA-BOOM! Esteticamente sono i miei preferitissimi. Credo. Mi piacciono un sacco più del film, a dirla tutta tutta. Sarà che mi ricordano quella favola in cui il sangue della principessa finiva nella ricotta. Uhm. Esiste o era Biancaneve? No dai esiste. Era una cosa tipo quella dei tre cedri che… boh va beh. Seriamente: raccontano in modo raffinatissimo una violenza al femminile, che spettacolo.

Shaun of the Dead (Edgar Wright, 2004)

L’incorporamento del video è disattivato su Youtube, seguite questo link per vederlo. Ho detto che avrei inserito in questa top ten solo cose serissime per cinefili nasini? L’ho mai detto? No. Nasini. Maledetti nasini. I titoli di testa di “Shaun of the Dead” sono una perla, con i londinesi prossimi alla zombiezzazione che nei loro gesti quotidiani ci appaiono già ampiamente zombiezzati. Questa è roba di classe. E ribadisco: nasini a voi se non la capite.

Kill Bill Vol.1 (Quentin Tarantino, 2003)

Da urlo. Il video non è in ottima qualità, ma ve lo ricordate com’era vero quel bianco e nero pulitissimo, nitidissimo, con lei bianca e il sangue nero? Aww. Il bang, l’esplosione sulla testa che si intravede appena in un fotogramma, e poi Nancy Sinatra. Inchini profondissimi. Per me è la sequenza di apertura che gli è uscita meglio, e non è che le altre siano esattamente “American Pie 6″.

Dark Shadows (Tim Burton, 2012)

Questa scelta è a metà tra un grido disperato e un incoraggiamento. Io appartengo alle lunghissime schiere di Burtoniani delusi, quelli che amavano “Ed Wood” e “Mars Attacks!” oltre ogni ragionevolezza e che poi negli anni sono rimasti sempre più basiti e addolorati dalla demenza senile galoppante del Tim. Sarà che avevo le aspettative sotto la moquette dell’UCI ma a me Dark Shadows è piaciuto. Cioè, ho visto la luce alla fine del tunnel: Tim Burton potrebbe anche smettere di fare cagare. E guardando questi titoli di testa così sobri, composti, poppettari e indie/vintage in sala pregavo silenziosamente: “Non fa schifo… non fa schifo… DAJE TIM. DAJE!”.

Il favoloso mondo di Amélie (Jean Pierre Jeunet, 2001)

Vi lascio tutta la sequenza d’apertura ma mi riferisco proprio ai titoli, da 1.39 circa. Ho il cuore tenero. Cosa volete che vi dica. Baby Amélie in versione seppia-Instagram che fa tutti i giochini universali eccetera a me tocca. A parte il fatto che, lo dico una volta per tutte: CAPISCO BENISSIMO chi trova questo film lezioso, insopportabile, e con protagonisti purenupoco inclini al ritardo mentale. CAPISCO BENISSIMO che è esattamente il genere di film che diventa IL PREFERITISSIMO di un sacco di imbecilli/disadattati/sociopatici. DETTO QUESTO: nasini. Punto. Incapaci di apprezzare una cosa solo perché è dolce e toccante nella sua semplicità.

Il laureato (Mike Nichols, 1967)

Va ben, un paio di sceltedovuteescontate. Sia questo che il successivo sono nella top ten per motivi evidenti, autoevidenti, blablabla, quindi non scrivo niente e ve li lascio rivedere in pace.

Shining (Stanley Kubrick, 1980)

Into the Wild (Sean Penn, 2007)

Conosco un paio di persone che amano questo film e non conoscono l’inglese. E si ostinano a non credermi quando dico che i pezzi di Eddie Vedder per la colonna sonora originale sono parte integrante del “copione”, un commento non solo musicale ma anche testuale, e che dovrebbero cercarsi le traduzioni delle canzoni per avere una visione completa del film. Questa bellissima sequenza d’apertura molto ma molto Jack London, con “Long Nights” di sottofondo, ce lo fa già capire.

Dexter

Ehi <3. So che è una serie TV e non c’azzecca e dovremmo aprire un capitoloaparte per le serie TV. Ma è così bella, efficace e coerente che è un delitto escluderla.

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