Spolverando D-duepunti

E’ incredibile la quantità di pezzi di scritti/lettere/racconti/confessioni/resti umani che è possibile rinvenire sul mio disco fisso. Ogni tanto il mio PC mi scrive sul salvaschermo “Sara, sento una fitta al braccio sinistro” e allora cerco di fare un po’ di pulizia, e finisco invece per rileggere le mie belle cosine antiche ridendo di me con un atteggiamento che non saprei se definire narcisistico, autoreferenziale o sputtanante-a-posteriori. Questa cosa qui di seguito è del 2007. Era smarrito in una cartella in cui probabilmente non mi avventuro da tre anni. E mi ha fatto autotenerezza.

N.d.A. metto tre asterischi al posto dei nomi per discrezione, comune senso del pudore e buongusto, non perché uscissi tipo con Giorgio Mastrota e mi vergogni a dirlo.

 

Eccomi qui, una domenica mattina qualsiasi, rinchiusa al caldo del mio neonato dubbio esistenzialista.

È tutta colpa di un ragazzo con cui esco da un po’ che si chiama ***. Vedi, lui è convinto che io sia la sua amica immaginaria. Il fatto è che io non sono del tutto convinta del contrario, o almeno, non c’è molto che uno possa fare per provare di esistere, no?

Se io fossi un’amica immaginaria si spiegherebbero un sacco di cose. Prendi la roba che scrivo: PERCHÉ parla sempre di gente che non esiste bla bla bla e che è il frutto dell’immaginazione di qualcun altro? Certo che se è vero che in effetti non esisto, *** è un cazzo di genio, è metaletterario tutto questo: una scrittrice inesistente che racconta situazioni che hanno per protagonisti personaggi inesistenti eccetera eccetera. 

Senza contare che, in caso *** avesse mai delle aspirazioni messianiche, l’avermi inventata ne realizza un po’. Pace se non riesce a moltiplicare l’acqua in vino: almeno UNA donna l’ha creata lui. Giusto?

Ecco, la prossima volta che lo vedo gli devo fare un paio di domande allora, sai, le domande che si vorrebbero fare in tono polemico al Creatore dopo la nostra dipartita. Quelle domande che prepararsi è un rischio perché non è affatto garantito che poi il Creatore non ci faccia il simpatico scherzo goliardico di non esistere. Anzi, no, ancora meglio. Esiste. Tu arrivi su con le tue domandine pronte. Vedi soltanto un telefono, appoggiato a un capitello greco su una nuvoletta. Alzi il ricevitore e chiami: “Dio!” e l’inconfondibile voce di Dio ti risponde: “Questa è la segreteria telefonica di Dio. In questo momento non posso rispondervi perché non esisto. Lasciare un messaggio dopo il segnale acustico”. Dopodiché scoppia a ridere da solo per la battuta fantastica, pensa tra Sé e Sé che questa gliela deve proprio raccontare ad Allah, e che Ok, lui non sarà L’UNICO Dio ma è senz’altro quello con più senso dell’umorismo. E ovviamente dopo la risata buontempona non c’è nessun segnale acustico. Vieni mandato per direttissima all’inferno o in paradiso e cari saluti al nostro Dio con tanto humor inglese ma senza sportello dei reclami.

Ecco, mi va un po’ meglio se mi ha creata ***, davvero. Bisogna proprio che quando lo vedo gli faccia due domande.

In realtà non è il primo a chiedermi se esisto, è già successo che ragazzi o amici mi facessero questa domanda ma suonava più come un complimento, no? Magari ascolti tre ore al telefono una tua amica che ti chiede consigli su una situazione di cui non te ne può importare una pezza bagnata e quella ti dice: “Sei un angelo, grazie, ma esisti?”. Sì, esisto, sono talmente concreta in questo momento che mi sono cresciute due cosine che in prima battuta mia madre non mi aveva fatto, ti sono stata a sentire solo perché ti voglio bene mica perché sono buona: se tu fossi un’altra persona ti avrei spedita a Fanculo seguendo il sentiero dorato e più mi ripeti che sono Buona, più mi sento non capita.

Follow the yellow-brick road.

Ecco, con *** non è così: lui se lo pone SERIAMENTE il problema della mia esistenza, e la cosa strana è che, ripeto, sta facendo venire dei dubbi anche a me.

Meno male che ho te con cui sfogarmi, Max.

Questo è un mondo di pazzi.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *