A Natale fare schifo ci riesce benissimo

Oggi era Natale (ps, auguri). Ho scelto di regredire facendomi portare al cinema dal mio fratello maggiore. La bellezza di avere un fratello maggiore sta nel fatto che quando vuoi puoi tornare ad avere cinque anni e lui ti crederà: siamo andati a vedere “Il gatto con gli stivali” allo spettacolo di metà pomeriggio.

Era pieno di famiglie con bambini. Mai pieno quanto il cinepanettone. Comunque, prima dell’inizio dei trailer e pubblicità da quaranta minuti (ogni volta mi scordo che questo è uno dei tre buoni motivi per cui non vado al cinema al di fuori dei festival), a me e a mio fratello è venuta sete.

“Vai a prendere due coche, dai. Le più piccole”.

Vado a prendere le due coche. Le più piccole. Mezzo litro a testa, spesa complessiva 7 euro e 20. Mezzo litro a testa di liquido caramellato, 50% acqua, 50% coca. Passo il beverone a mio fratello e ci mettiamo a ridere del fatto che piccolo = mezzo litro.

Poi ci guardiamo intorno.

La stragrande maggioranza delle famiglie felici intorno a noi ha comprato maxicoche (capienza di una nave cisterna) e maxipopcorn (più o meno un container). Ci sono addirittura bambini con cestelli pieni di m&ms. Ingollano i confetti al cioccolato manco fossero patatine.

Sopprimo un conato di vomito. Io e mio fratello, e immagino anche tutte le famigliole felici in sala, siamo appena usciti rotolando da un sovrabbondante pranzo di Natale. Nel caso della mia famiglia il menù del pranzo di Natale comprende: affettati e sottaceti misti, lasagne al forno, brodo di tacchino, cardi e stracciatella, cima con salsa verde, arrosto, insalata russa, pandolce, torrone, frutta secca. E’ tradizione italiana mangiare come porci, al pranzo di Natale, consumando pro capite una spesa equivalente al PIL di un paese africano. Ti senti un po’ uno schifo a fine pasto ma oh, si fa così. La sera digiuni e a santo Stefano spazzoli gli avanzi.

Di certo non ti viene in mente di fare merenda.

Non può venirti in mente.

E’ impossibile che tu abbia fame alle cinque del giorno di Natale. E’ impossibile anche che tu abbia voglia di uno sfizietto salato/dolce. E’ impossibile che tu non veda l’ora di divorare un barile di popcorn caldi, annaffiandoli con litri di roba zuccherosa, gelida e gassata.

Ora, devo dire che io sono abbastanza felice di vivere in quella minuscola porzione di mondo in cui non si muore di fame. Sono abbastanza felice delle lasagne, del brodo di tacchino, del torrone ecc. Ma se ti vedo mangiare popcorn al cinema dopo tutto questo, divento triste. Genitori che mettono all’ingrasso i figli manco dovessero mangiarseli, come fate a dire “sì” a un bambino che vi chiede mezzo chilo di m&ms dopo un pranzo di Natale? A cosa volete abituarlo, esattamente? A diventare obeso? A ingoiare tutto il possibile fino a vomitare? A sprecare? A sentirsi ricco e unto? A fare schifo?

Al di più, del di più, del di più, del di più, godendo sempre un po’ meno, liberàti da un infarto.

Tanti auguri, bambini.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *